Finestre e balconi
Luigi Panzardi
Breve descrizione
Ma poi, reiterato reduce sconfitto,
torno a voi, balconi,
al convitto dei segreti,
tremuli, caldi, affascinanti,
per assaggiare la morte degli umani, i divini terrestri,
proiezioni in sedici noni,
milioni di pixel,
sciami di bit, paludosi e crepitanti,
metafisiche di silicio,
elettroni cantori di peani
all'eterno futile
d'eternamente ricorrenti speranze.
Struscio livido e assetato
su vischiosi vetri,
picchio
sul mistero
che nasconde il cubo,
mi fermo incantato,
finché m'addenta la trappola
che mi trasforma in aria umida notturna,
senza plasma.
Biografia dell'autore
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